Si può vendere senza partita iva?

Vendere senza partita IVA

Si può vendere senza partita iva?

Se anche tu ti sei chiesto “Ma si può vendere senza partita IVA?” questo post fa per te.
Ti aiuterà a fare un po’ più chiarezza sulle possibilità che la legge ci offre per poter effettuare vendite, on line e off line, anche senza necessariamente aprire la partita IVA.

 

Un aiuto a chi vuole provare l’attività artigianale

Inauguro oggi una nuova rubrica, che si chiama “Consigli per Artigiani”, nella quale proverò a mettere a disposizione le informazioni che ho acquisito in questo anno di lavoro. Un periodo bello ed intenso in cui ho imparato a destreggiarmi un po’ tra fisco, attività on line, mercatini, e tutto quello che serve per iniziare a pubblicizzare e a guadagnare qualcosa dal proprio hobby

Non sono una commercialista né un avvocato, sono solo un’artigiana che ha voglia di condividere le proprie piccole conoscenze con gli altri, convinta, sempre, che insieme è più facile e anche un po’ più bello!

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Intanto, rispondo alla prima domanda che mi avete fatto in tanti, in questi mesi.
Si può vendere senza partita IVA?

Privati, imprenditori, ma anche hobbisti e creativi

Per prima cosa, è necessario precisare i tre ruoli principali attraverso cui è possibile effettuare vendite di beni materiali.

PRIVATI

Il privato sei tu quando decidi di vendere la macchina e metti un annuncio su subito.it. Quando cambi la lavatrice e provi a vedere se quella vecchia, ancora funzionante, può interessare a qualcuno; se porti il vecchio servito di piatti della nonna in contovendita ad un negozio (esempio per tutti: mercatinousato.com); quando vendi la tua vecchia borsa vintage su un sito come Vestiaire Collective.
Il privato non è, di fatto, un vero venditore. Vende un oggetto o pochi di più, magari perché ne ha comprato uno nuovo o perché ha bisogno di fare spazio in soffitta.

IMPRENDITORI

L’imprenditore, il commerciante vero e proprio, è quello che ha aperto una partita IVA, ha dato vita ad un’attività di ambulante, oppure ha aperto un negozio, o magari ha messo on line il suo shop. È sottoposto a tutti i vari regimi fiscali, contributivi, economici e di ogni altro tipo, previsti dalla legge italiana.

HOBBITSTI E CREATIVI

Eccoci nella terra di mezzo. Nel territorio cioè di coloro che non hanno ancora un’attività strutturata, ma che vendono qualcosa in più della vecchia scrivania perché non hanno più posto per tenerla.

Gli hobbisti, per semplificare, sono coloro che partecipano ai mercatini dell’usato, che espongono, vendono o barattano oggetti di seconda mano, di collezionismo senza valore artistico, o comunque di modico valore. Non superiori ai 250 Euro, prendendo come riferimento la legge regionale dell’Emilia Romagna del 10/11/2019, nr. 27, art. 43. In alcune regioni è necessario iscriversi al registro degli hobbisti. Se appartieni a questa categoria, ti consiglio di informarti presso il tuo Comune.

I creativi sono invece coloro che, ai sensi del Decreto Legislativo del 31 Marzo 1998, nr. 114 Art.4, comma4, legge 15 Marzo 1997, nr. 59: “Vendono o espongono per la vendita le proprie opere d’arte, nonché quelle dell’ingegno a carattere creativo, comprese le proprie pubblicazioni di natura scientifica od informativa, realizzate anche mediante supporto informatico”. Se intendi vendere cibo, cosmetici autoprodotti o saponi, ricorda che questo genere di prodotti risponde ad una normativa precisa e non rientra nelle opere del proprio ingegno dei creativi (questi articoli in linea di massima hanno bisogno di autorizzazioni specifiche e possono essere venduti solo da aziende ed imprenditori).

Entrambe queste figure, hobbisti e creativi, se esercitano occasionalmente, non hanno bisogno di aprire la partita IVA per vendere. Sono comunque tenuti, in caso di vendita, al rilascio di ricevute non fiscali.

Trattamento fiscale

Il blocchetto di ricevute non fiscali di cui parlavo più sopra si acquista in cartoleria ed è composto da due copie, una per il venditore ed una da consegnare all’acquirente. Si compila indicando i dati di noi che vendiamo (almeno nome, cognome e codice fiscale), la cifra pagata e, facoltativamente, il nome dell’acquirente.

Se tutto ciò che vendiamo tramite rilascio di ricevuta non fiscale non supera i 4800 € di volume annuo, e non abbiamo altre entrate, non è necessario dichiararlo nel modello Unico. Altrimenti, è necessario fare la dichiarazione di questi redditi tra le prestazioni occasionali.

Va da sé che se gli affari iniziano a girare, e ci rendiamo conto le entrate sono superiori ai 5000 € annui e con prospettive di miglioramento, è nel nostro interesse aprire partita IVA e diventare imprenditori a tutti gli effetti.

Occasionale o no?

Abbiamo capito, dunque, che la legge ci tutela nel caso in cui decidiamo di provare a vedere i nostro lavori creativi, se ci piace il vintage e abbiamo voglia di tentare con qualche mercatino. Se vogliamo capire se c’è la possibilità di trasformare la nostra passione in un lavoro.
Perché, e con questo vi preannuncio l’argomento del prossimo post della rubrica, per partecipare ai mercatini locali di seconda mano o dell’artigianato, non serve assolutamente la partita IVA.

Però c’è un punto estremamente fumoso, anche a livello normativo, ed è quello dell’occasionalità delle nostre vendite. Perché se faccio tre mercatini l’anno è ovvio che è occasionale, se vendo in più occasioni, ho un piccolo magazzino e utilizzo più canali, diventa più difficile interpretare la legge.

Quello che dobbiamo fare, in ogni caso, è farsi una chiacchierata con un commercialista, per capire dove ci posizioniamo (siamo privati, hobbisti, creativi, o già imprenditori?), come si configura quello che vendiamo. Soprattutto cosa possiamo o non possiamo fare per vedere senza partita IVA.
Senza contare che ogni regione ha normative specifiche, e per orientarsi nella giungla dei regolamenti è senza dubbio necessario l’aiuto di un esperto.

E allora, si può vendere senza partita IVA?

Beh, lo abbiamo visto, vendere senza partita IVA si può, ma con delle limitazioni e delle regole che solo avvocati e commercialisti possono aiutarci a comprendere bene per non incappare in problemi, soprattutto con il fisco.

Che ne dici, hai trovato utile questo post di “Consigli per Artigiani”? Hai delle domande o dei suggerimenti? Aspetto il tuo parere!

[Per i riferimenti fiscali e legali di questo post ho letto “Fisco Amico per creativi” di Carmen Fantasia, “014, Ed. Lumina. L’edizione aggiornata è acquistabile qui], esiste anche nella versione specifica per food blogger e chef.

4 commenti

  1. Anna

    Un argomento complicato che sei riuscita a rendere comprensibile, davvero ben spiegato, brava!

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    1. MaMaglia

      Grazie mille! Sono contenta di essere riuscita a spiegarmi in modo chiaro 😊

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  2. Meekhayla

    Grazie mille per questo post! Sono appassionata di uncinetto e punto croce: sto pensando di provare a sfruttare questa cosa! Magari rientro nella categoria “creativi” e almeno per iniziare mi basta la ricevuta XD Seguirò i tuoi prossimi post sull’argomento!

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    1. MaMaglia

      Il mio obiettivo con questa rubrica è proprio quello di chiarire le idee a chi è alle prime armi ma vuole provare a vendere i propri prodotti! 😊

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