Sul filo di lana – Recensione

SUL FILO DI LANA di Loretta Napoleoni

Sul filo di lana di Loretta Napoleoni è un testo immancabile per chi come me lavora a maglia, ama questa attività e ne ha fatto un lavoro. Ma è una lettura che consiglio a tutti perché ci aiuta a capire il potere e la forza di una tradizione apparentemente umile.

L’autrice

Loretta Napoleoni è un’economista, giornalista, scrittrice e saggista italiana. Esperta di economia politica, ha insegnato Etica degli affari alla Judge Business School di Cambridge e ha presieduto il comitato contro il finanziamento del terrorismo presso il Club de Madrid.

Scrive per varie testate italiane e non solo, tra cui Il venerdì di Repubblica, Vanity Fair, El Pais e la giapponese Facta. Il suo primo libro è stato Dossier Bagdad, edito da Newton & Compton nel 1997 mentre Sul filo di lana è la sua ultima opera.

Il titolo

Sul filo di lana è la versione italiana di The Power of Knitting. L’autrice, pur essendo italiana, vive da tempo negli Stati Uniti e ha scritto il libro in prima battuta in inglese. In questo caso, anche se il titolo italiano, suggerito da Pier Luigi Vercesi, non è la traduzione letterale, trovo che entrambi siano perfettamente calzanti.

Il testo è un saggio che spazia tra storia, sociologia e politica, che analizza il potere del lavoro a maglia. Ma è anche un racconto intimo e personale, che si intreccia, appunto, sul filo di lana.

Sul filo di lana - Recensione di MaMaglia
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Di cosa parla Sul filo di lana

Loretta Napoleoni ci introduce alla storia della maglia, a come questa attività umile e semplice sia stata una forza sotterranea e potentissima nei secoli, e nelle mani soprattutto delle donne. Lo fa attraverso una serie di capitoli dedicati alle origini del lavoro ai ferri, a come abbia segnato anch’esso i momenti più importanti della Storia, al suo immenso potere di distruggere gabbie e miserie grazie ad armi morbide e soffici.

Incontriamo dunque, sul filo di lana del titolo, le tricoteuses della rivoluzione francese, le api che sferruzzano della guerra civile americana. E ancora i recentissim yarn bombing e l’urban knitting, un’arte contemporanea che “veste” di maglia parchi e città come forma di protesta pacifica e colorata.

Sul filo di lana - Recensione di MaMaglia
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Ma l’autrice dipana anche la matassa delle sue vicende personali. La sua vita, come quella di ciascuno di noi, è fatta di dritti e rovesci. E se l’amatissima nonna, che le ha insegnato tutto quello che sa sulla maglia, e non solo, rappresenta un momento irripetibile di dolcezza e formazione, va decisamente al rovescio la fine del suo matrimonio e il tracollo finanziario che deve affrontare nel momento in cui scrive questo libro.

Il libro e l’artigianato

In questo caso il libro è l’artigianato. Sul filo di lana parla esattamente del lavoro manuale, delle mani che intrecciano lana e cotone, del potere della maglia (ma a mio avviso anche di molti altri lavori artigianali come il cucito o la falegnameria) di salvare noi stessi e non soltanto.

Ho letto questo saggio durante il periodo più duro dell’isolamento a causa del Coronavirus (di cui ho parlato in questo post). mentre lo leggevo, riflettevo come, in questo particolare momento storico, in cui anche la mia vita mi sembra appesa sul filo di lana, quei gomitoli con cui continuo a produrre, a lavorare, a creare, siano stati la mia arma morbida contro l’ansia e il panico.

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Le mie impressioni

L’ho premesso: trovo che Sul filo di lana di Loretta Napoleoni sia un libro che non può mancare sullo scaffale di chi lavora a maglia. Leggendolo, ho trovato anche parte della mia storia personale, perché un po’ per tutti ferri e uncinetto sono il retaggio di insegnamenti delle nonne e delle mamme.

Io sono figlia di una famiglia giovane. Quando sono nata, nel 1980, mia madre aveva 26 anni, mia nonna 43, la mia bisnonna 75. La mia mamma e la nonna sono tuttora i pilastri della mia vita e la mia bisnonna se n’è andata nel 1998, quindi ho avuto modo di conoscerla bene. Lei cuciva le scarpe, e lo ha fatto fino all’ultimo. La nonna lavora all’uncinetto come una piccola maga, con le sue dita esili che non ho ereditato; e crea capolavori con filati sottili e delicati. La mamma da ragazza si faceva maglioni all’ultima moda, lavorando con i ferri e i filati grossi e grezzi che andavano di moda negli anni ’70.

Io lavoro a maglia con i telai, e anche se la tecnica è diversa anche io ho la sensazione, tra dritto e rovescio, che quel filato mi unisca alle generazioni delle donne che mi hanno preceduto. Un filo che passa sulla pelle dei mocassini, che vola sui centrini candidi, che si intreccia sulla lana ruvida e arriva fino a me, sul mio telaio, e mi parla di loro, delle mie radici e del mio futuro.

Una creazione legata a questo libro

Sul filo di lana prende le fila, è proprio il caso di dirlo, dai ricordi della giornalista che, bambina, ha realizzato il suo primo lavoro a maglia: “Una fascia azzurro pallido per i capelli”. Associare alla copertina di questo libro una delle mie fasce, per l’appunto proprio azzurra, è stato più che logico. Fra l’altro, anche per me è stato uno dei primi lavori… un po’ incerto e impacciato, con qualche errore. Ma fondamentale, come tutti gli inciampi.

Sul filo di lana - Recensione di MaMaglia

Dove acquistare Sul filo di lana

Sul filo di lana di Loretta Napoleoni è uscito a gennaio 2020 edito da Mondadori, e si trova senza difficoltà nelle librerie più fornite. Per acquisti on line si può trovare su IBS, Amazon, e ovviamente sul sito dell’editore Mondadori Store.

E tu cosa ne pensi? Le donne della tua famiglia ti hanno insegnato a lavorare a maglia oppure non sei molto brava in questo tipo di progetti?

8 commenti

  1. Francesca Pola

    Accennando alla storia della tua famiglia mi hai fatto quasi quasi venir voglia di imparare a lavorare a maglia. Nella mia, di famiglia, son tutti in po’ negati per questi tipi di lavoro, io non so nemmeno attaccarmi un bottone, che disastro.

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    1. MaMaglia

      Ma ti capisco benissimo, come sai anche io ho imparato a lavorare a maglia da adulta, e non sono una grande sarta neppure io (anzi, ho fatto a mano gli orli dei teli per i mercatini, perché non sono riuscita a far partire la macchina da cucire)!

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  2. Gabriella

    Mi hai fatto venire in mente il finale di una puntata di “Un medico tra gli orsi” in cui le donne del presente trovano dei manufatti di donne del passato e scoprono che attraverso la creazione di questi oggetti c’è un passaggio di consegne e un “filo” che non si interrompe. Ci credo e l’ho sperimentato di persona.

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    1. MaMaglia

      È proprio vero, siamo tutti nodi di uno stesso grande lavoro a maglia!

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  3. rossella

    Il tuo post mi ha proprio stupito: conosco Loretta Napoleone come bravissima economista, mi piace e quasi sempre la condivido. Leggere di un suo libro sul lavoro a maglia me l’ha fatta apprezzare ancora di più. E mi ha confermato l’idea che noi donne abbiamo sempre una marcia in più, per questa nostra capacità di seguire le proprie passioni anche in campi diversissimi tra loro. Grazie, Letizia.

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    1. MaMaglia

      Grazie a te! Io ho trovato molto interessante il rapporto tra una disciplina così umile se vuoi, con la fisica e la geometria iperbolica. Noi donne abbiamo sempre avuto tra le mani qualcosa di geniale senza saperlo!

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  4. Vittoria

    Letizia mi hai incuriosita moltissimo con questo testo che non conoscevo. Non ho mai lavorato a maglia ma ho ferme le immagini di mia nonna Vittoria che sferruzzava con i ferri preparando per noi nipoti babbucce e molti pezzi caldi per accompagnare i nostri inverni. Ricordi che custodisco gelosamente. Aggiungo in whishlist questo testo. Grazie

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    1. MaMaglia

      Anche la mia nonna si chiama Vittoria… Un piccolo punto in comune che mi ha intenerita!

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