L’Artigianato Maleducato di Ilaria Piccinin

L’Artigianato Maleducato di Ilaria Piccinin

Per la rubrica “La marmaglia di MaMaglia” oggi entriamo nel mondo colorato e divertente dell’Artigianato Maleducato di Ilaria Piccinin!

Chi è Ilaria Piccinin

Ho conosciuto Ilaria tramite un gruppo Facebook dedicato alla collaborazione tra blogger. Mi ha colpito la sua simpatia, la volontà di aiutare e di migliorarsi, il suo amore per i gatti. Quando ho visto i suoi lavori, poi è stato amore a prima vista con il suo “Artigianato maleducato”, un perfetto mix tra cucito, restauro, illustrazione ed ironia.

artigianato maleducato
Una vecchia sedia riportata a nuova vita

Lei si descrive così “mi chiamo Ilaria, ho 34 anni e come un “supereroe” vivo due vite. Di giorno sono un terribile designer d’ interni e tecnico industriale mentre di notte divento maleducatamente creativa.
Vivo in mezzo al verde  in un appartamentino piccolo ma abbastanza grande da contenere due umani, due gatti e tutti i miei casini.”

Aggiungo, a titolo personale, che è una persona estremamente collaborativa. Essere artigiani non è facile in generale, ancora di più lo è quando si lavora anche on line. E’ difficile far capire il proprio lavoro, lo sforzo creativo e la fatica che c’è dentro, il valore reale di quello che presentiamo. “Fare rete” con i colleghi diventa quindi fondamentale per scambiarsi consigli e suggerimenti, e con Ilaria abbiamo instaurato un rapporto proprio su queste basi.

libro per bambini de l'artigianato maleducato
Un maleducatissimo libro “soft” per bambini

Cos’è l’Artigianato maleducato

Il nome che ha scelto per le sue produzioni mi ha conquistata immediatamente e le ho chiesto come è nato.
Inizialmente sono partita nel 2009 con ideecoFUNse (la parola confuse scritta in maniera… confusa) poi nel 2016 le idee si sono chiarificate (in realtà il nome precedente era praticamente fuori da ogni logica di marketing) e così è nato l’ artigiano maleducato un nome ispirato alla mia infanzia ed al mio presente.

Artigianato maleducato perché è stata lei, la mamma, la prima a dirmelo ed io, ignara del significato, la guardavo con occhi grandi e un sorriso sdentato pensando che se me lo ha detto la mamma, essere maleducata, deve essere una proprio una cosa superfiga!
L’artigianato maleducato ha quindi occhi grandi, sguardi che parlano, sorrisi simpatici come un bambino ma sa essere unico e sa capirci al volo come una mamma sa fare! Tutto il resto sono altre storie!

Dietro a questo aneddoto dolcissimo che ci racconta Ilaria c’è tutta la filosofia del suo lavoro. Figure animali simpatiche e un po’ goffe che prendono vita su supporti di ogni tipo, dalla stoffa alla ceramica, dal cartoncino alle vecchie sedie di recupero. Personaggi che diventano giocattoli educativi e pupazzi classici, che stimolano la fantasia e la creatività dei bambini… e anche degli adulti.

Uno dei suoi Principi Ranocchi

Ilaria racconta il suo lavoro con queste parole

“Ora che non vivo più da un bel po’ con mia mamma…Creo linee prodotto ispirandomi alle espressioni sfacciatamente umane dei miei gatti e sempre più mi rendo conto che la realtà supera di gran lunga la fantasia.
Questo continuo studio espressivo mi permette di realizzare creazioni che parlano al cuore e…non importa se ha il pollice opponibile, quattro zampe, le ali o la coda rigata. Tirerò fuori il lato maleducatamente ironico di chiunque per creare dei pezzi unici proprio come ognuno di noi.
Ogni creazione viene accompagnata dal mio sigillo di qualità che racconta brevemente cos’era quell’oggetto da piccolo e cosa è diventato da grande.”

Il progetto “Ospedale dei Pupazzi”

Tra le tante idee di Ilaria, ce n’è una che mi ha veramente rapito il cuore, ed è quella dell’Ospedale dei pupazzi e dei giochi rotti. Un commovente progetto nato per salvare d’oblio giocattoli del passato.
“L’ospedale (itinerante) dei pupazzi e dei giochi rotti nasce nel 2012 dopo che per la prima volta sono entrata in una discarica ed ho visto la quantità enorme di giochi buttati.
Credo sia un dovere limitare spreco e consumismo, insegnando ai bimbi che prima del buttare viene l’aggiustare.
Quindi, assieme al mio compagno,  aggiustiamo i giochi d’affezione dei bimbi a volte logori dalle troppe coccole o dai troppi dispetti, per ridare loro una nuova, dignitosa, vita. Il servizio è a offerta libera.”

Dove e come nasce l’Artigianato maleducato

Sentiamo dalle parole di Ilaria come nascono le idee della sua produzione e come lavora un’artigiana come lei.

Dove e come lavori? Hai una precisa routine oppure aspetti l’ispirazione?
Ho una piccola stanza tutta per me dove tutto è più o meno organizzato…solitamente ci entro, annuso quell’aria di libertà e di sogni che c’è al suo interno e poi porto fuori quello che mi serve facendo casino in tutta la casa.
Solitamente lavoro di notte perché c’è pace, tutti dormono e sognano mi piace l’ idea di fare un po’ da veglia ai sognatori.

Qual è la parte più difficile del tuo lavoro e quale invece quella invece che ti dà maggiori soddisfazioni?
In un mondo in cui si compra da uno scaffale ad un costo molto competitivo trovo che la parte più difficile sia  fare capire alle persone lo sforzo enorme che c’è dell’artigianato e nell’autoproduzione. Nel creare qualcosa da zero,  dal progetto al packaging,  passando per il marketing.
La parte più bella sono i sorrisoni di chi guarda le mie creazioni perché, a volte, sono così maleducatamente strane che stentano a credere che qualcuno le abbia fatte sul serio. Allora ridono e mostrano occhioni stupiti… ed io sono la persona più felice del mondo.

l'artigianato maleducato
Illustrazione su cartoncino

Qual è il tuo prossimo obiettivo?
Farmi crescere qualche mano in più! Scherzo! Il mio obiettivo è cercare collaborazioni femminili per creare una rete tutta in rosa.

L’importanza di un oggetto artigianale

Ilaria ha dato, nel corso di questa breve intervista, una definizione bellissima di cosa vuol dire acquistare un oggetto artigianale, che le ruberò con piacere. Secondo lei l’artigianato non si compra, si ADOTTA “perché di un prodotto di artigianato ci si innamora e lo si fa proprio. Coglie i nostri bisogni e ci rende unici.”

Non avrei saputo dirlo meglio!

Grazie Ilaria per la tua intervista!
Se volete conoscerla meglio questo è il suo sito www.ilariapiccinin.com
La trovate anche su Facebook e su Instagram.

2 commenti

  1. Ilaria

    Onorata di essere nel tuo sito

    Rispondi
    1. MaMaglia

      Figurati! Grazie dell’intervista 😊

      Rispondi

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