Tu da che parte stai?

TU DA CHE PARTE STAI?

Tu da che parte stai quando fai la spesa, quando acquisti un qualsiasi prodotto? Lo sai che fai una scelta ben precisa, che non riguarda solo l’oggetto che hai tra le mani?

Tu hai un grande potere

Devi comprare un regalo, oppure hai bisogno di qualcosa. Devi fare la spesa o semplicemente hai voglia di un vestito nuovo.

Tra poco compirai una scelta. Sceglierai se prendere un abito nero o uno rosso, se regalare a tua madre un paio di orecchini o un libro. Ma sceglierai anche da quale parte stare, a cosa e a chi dare il tuo supporto.

Tu hai un potere enorme, lo sai?

Da che parte stai quando acquisti?

Sai da che parte stai quando acquisti?

Perché un grande potere, una grande responsabilità? Perché la tua scelta è una precisa presa di posizione, e se decidi di acquistare su Amazon oppure un prodotto artigianale, al supermercato oppure in fattoria, stai decidendo da che parte stai.

Stai supportando l’uomo più ricco del mondo, Jeff Bezos, il fondatore di Amazon? O stai dando sostegno ad una piccola attività?

Scegli di comprare pomodori coltivati da ragazzi nordafricani pagati una miseria dai grandi produttori, oppure quelli dell’azienda agricola a pochi chilometri da casa tua?

Decidi di finanziare un grande marchio del low cost che produce in Oriente con le mani sottili di donne e bambini, o una sarta che ha tre macchine da cucire e un grande sogno?

È sempre una questione di scelte.

Ma chi è senza peccato…

Intendiamoci, nessuno è senza peccato. Tutti, io compresa, abbiamo acquistato su Amazon o Ebay, comprato un maglioncino al volo da H&M e fatto la spesa di corsa al supermercato invece che al mercato del sabato mattina.

Per una questione di tempo, di comodità… e anche di soldi. Perché spesso le scelte etiche costano di più delle altre. Anche se non sempre, a ben vedere, e ne parleremo tra poco.

Da che parte stai quando acquisti?

Il punto è che di certo non possiamo crocifiggerci per questo. L’importante, a mio avviso, è essere consapevoli del potere che abbiamo tra le mani, e di quanto le nostre scelte, le mie, le tue, le sue… tutte quante messe insieme, potrebbero, e possono, cambiare il sistema.

Se abbiamo ben chiaro questo, sarà sempre più facile rinunciare a comprare tre magliette low cost per averne solo una, ma di un marchio sostenibile. O magari, quando possibile, prendere la verdura fresca dal produttore invece di quella confezionata.

Forse all’inizio lo faremo una volta su dieci. Poi piano piano, scoprendo che la carne è più saporita, i fagiolini finalmente hanno gusto e la maglietta non restringe al primo lavaggio ci orienteremo in modo naturale verso scelte che ci fanno stare meglio in tutti i sensi.

Ma costa di più o no?

-Ecco, appunto, l’aspetto economico. Per me conta anche quello, inutile negarlo. Non sono nelle condizioni di spendere sempre quanto e come mi pare, come penso molte altre persone.

Ho capito da un po’ che per esempio un abito o un accessorio artigianale, anche se costa un po’ di più, ha una resa ben diversa, nel tempo, e quindi ammortizzo subito la spesa. Anche perché mi viene naturale trattarlo meglio, con più cura.

Evito di avere 20 borse di ecopelle plasticosa che si squaglia al sole, e ne scelgo una o due di qualità, di un bel tessuto (guarda che meraviglia quelle di Tania di Duchessa Atelier). Spendo meno, a conti fatti. E io sono anche una fiera acquirente dei negozi di vintage e seconda mano, ne avevo già parlato in questo post. Lì sì che si fanno affari con poco.

Da tempo ho anche deciso di evitare shampoo e altri cosmetici in bottiglie di plastica. Opto per lo sfuso, e il solido (shampoo e balsamo solidi favolosi li ho trovati da Senso Naturale). Costano appena di più di quelli del supermercato, ma si tratta davvero di pochi Euro; e poi durano il doppio, quindi il risparmio c’è davvero.

E gli alimentari? Beh, ecco, quelli dei coltivatori e produttori diretti è vero che costano un pochino di più. Ti faccio un esempio. La mia amica Gabriella, pastora e contadina del Canto di Primavera del Sogno Antico vende e consegna a casa i prodotti della sua fattoria. La ricotta costa 10 Euro al chilo. Al discount costa più o meno 4 Euro al chilo, ho appena guardato un volantino. Solo per avere un piccolo termine di paragone.

Da che parte stai quando acquisti?

So bene che, specie se si ha una famiglia numerosa e si fa fatica a far quadrare i conti, è impossibile fare tutta la spesa spendendo più del doppio. Certo, la ricotta di Gabriella si scioglie in bocca, è buonissima e non è neppure paragonabile a quella della grande distribuzione. E allora io cerco di spendere un po’ meno su prodotti che posso evitare (e non mi fa neanche male) per regalarmi almeno un paio di volte al mese un po’ di formaggi genuini, legumi e verdure degni di questo nome.

Insomma, orientare le proprie scelte verso una direzione più etica si può.

Come modificare le proprie abitudini e fare scelte consapevoli

Forse non cambierai tutte le tue abitudini insieme, nello stesso momento. E forse farai un po’ di fatica, e cadrai spesso in tentazione. Ma diventerai una persona consapevole, che acquista e consuma sapendo cosa sta sostenendo e dove stanno andando i suoi soldi.

E tu, da che parte stai?

2 commenti

  1. Francesca

    Pensavo fosse impossibile e invece anche io nel mio piccolo ormai cerco di comprare in modo responsabile..vado al mercato ogni settimana per la verdura e la frutta, evito di acquistare su Amazon e compro cose sarde, cerco prodotti artigianali per fare i regali eccetera. Certo, ogni tanto casco nel tranello e mi butto su magliette a 5 euro di dubbia provenienza…ma come dici tu non è il caso di essere troppo severe con noi stesse

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    1. MaMaglia

      Penso che prendere consapevolezza del nostro potere come acquirente sia già molto, ovvio che è quasi impossibile non fare mai “errori” ma il cambiamento di mentalità poi avviene in modo quasi naturale.

      Rispondi

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