Il Ramiè

Il Ramiè: seta vegetale

Oggi torniamo a parlare di fibre vegetali per il tessile: conosciamo il Ramiè.

La pianta di Ramiè

Il Ramiè, detto anche Ramia, è una pianta delle urticacee, proprio come l’ortica di cui abbiamo parlato di recente.
Sono piante che possono sembrare solo delle erbacce ma che invece hanno moltissime qualità, non ultima quella di poter essere utilizzate per realizzare delle bellissime fibre tessili totalmente vegetali, ecologiche e sostenibili.

La Ramia è ovviamente abbastanza simile, sia visivamente che per le caratteristiche peculiari, all’ortica, ma si differenzia per alcune specifiche.
Ad esempio, esiste sia a foglie verdi (Boehmeria utilis) che bianche (Boehmeria nivea), ha rami più robusti e foglie a forma di cuore. Cresce in climi diversi rispetto all’ortica. Ha bisogno infatti di temperature più calde, non a caso i maggiori raccolti al mondo di Ramiè si effettuano in Cina, mentre in Italia si trovano coltivazioni soprattutto al sud, ma anche nell’alto Lazio ed in Toscana, nel pisano.

Ramiè
Pianta di ramia

Un po’ di storia

Il Ramiè una fibra che sin da tempi antichissimi viene utilizzata dall’uomo per realizzare filati e tessuti. Pensa che nell’antico Egitto, 5000-3000 A.C. la Ramia veniva utilizzata per produrre le bende per le mummie degli appartenenti ai ceti più ricchi.
In oriente è stata da sempre una delle piante più utilizzate in campo tessile, prima ancora che fosse introdotto il cotone, mentre in Europa il suo “arrivo” è stato più recente. Si ricorda il primo tentativo di acclimatazione a Lipsia, in Germania, nel 1783 mentre nel 1786 si hanno notizie di coltivazioni di Ramiè nel bolognese.

Durante il ventennio fascista ed il periodo dell’autarchia, anche la Ramia divenne una delle tante possibilità di produzione totalmente italiana, ma la produzione non decollò mai del tutto, e nel nostro paese è stata ripresa soltanto in tempi più recenti.

Una fibra, tante qualità

È un vero peccato, che la ramia sia un po’ misconosciuta, perché io che l’ho lavorato posso assicurarti che ha delle caratteristiche davvero speciali.
Estremamente luminosa, e resistente, spesso viene mescolata ad altre fibre per renderla ancora più morbida e piacevole al tatto.

Si può considerare il ramiè a tutti gli effetti una seta vegana (un po’ come il Tencel), perché totalmente di origine vegetale. Resta una fibra un po’ costosa, considerato il lungo procedimento che dal ramo della pianta porta al filato. Ma è vero che, come dicevo poco fa, le qualità della ramia sono innegabili.

MaMaglia e il ramiè

Io ho scoperto questo filato quasi per caso nelle mie ricerche di materiali nuovi (ne parlo qui), ed ho scelto di utilizzare per i miei accessori solo ramiè coltivato e lavorato in Italia, e ho lavorato questo filato, che è scorrevole e morbido, melangiato con il cotone, per realizzare scaldacolli leggeri e tarspiranti, ideali per la bella stagione.

Eccone uno in una bella tonalità cangiante, dal verde al giallo.

Ramiè seta vegetale

Se hai voglia di provare anche tu questo materiale così antico eppure a suo modo anche così nuovo e attualissimo, puoi trovare i miei accessori in ramiè in vendita nel mio negozio Etsy, oppure ordinarne uno personalizzato scrivendomi a letizia@mamaglia.it

Tu conoscevi questa fibra speciale? Ti piace l’idea di sperimentare nuovi materiali diversi dal solito?

2 commenti

  1. Sabrina

    Questo materiale è bellissimo, io non lo conoscevo e ti ringrazio per darci la possibilità di scoprire tutte queste novità. E complimenti per il lavoro di ricerca che fai.

    Rispondi
    1. MaMaglia

      Grazie mille, sono felice di far conoscere anche realtà meno note e materiali poco usati, ma bellissimi, come il Ramiè!

      Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *